Ancora guerra nel Kivu

Qualche giorno fa, il 6 gennaio, davamo conto delle indagini avviate dall’ONU, e guidate da Dimitry Titov, sulla strage che ha portato alla morte di 15 mediatori originari della Tanzania, probabilmente uccisi da combattenti ugandesi, appartenenti al gruppo denominato ADF.

Il Ministro della Difesa congolese ha oggi dichiarato che l’esercito regolare del paese sta ingaggiando una guerra contro i ribelli, sia nel Sud Kivu, sia nel Nord Kivu.

Secondo le fonti dell’esercito, la guerra si sta combattendo contro i ribelli islamici ugandesi, e contemporaneamente contro la milizia congolese di Yakutumba, un signore della guerra che, prima di sposare per opportunismo politico il partito anti kabila, ha agito per anni come tutti personaggi della sua risma, con esercito privato al seguito: ha occupato un po’ di territorio, e si è messo a trafficare in armi e in oro.

Gli scontri nella regione sono quindi in pieno svolgimento: venerdì nel nord Kivu l’esercito ha bombardato l’area di Beni. Si contano morti sia nelle fila dell’ADF, sia in quelle dell’esercito congolese. Offensive e imboscate si susseguono da entrambe le parti.

Il capo uscente della missione ONU in Congo (MONUSCO) ha sottolineato che qualsiasi stato di guerra non si risolverà fino a che non ci sarà un governo democratico in carica.

Le due regioni del Nord e Sud Kivu, al confine con Rwanda, Burundi e Uganda, sono tra le più devastate dagli scontri tra le milizie “private” di personaggi come Yakutumba da una parte, l’esercito regolare dall’altra e, ancora, i gruppi stranieri che compiono qui i loro raid. E’ qui infatti che si concentrano le più grandi ricchezze minerarie del paese: oro e metalli preziosi indispensabili per l’industria delle nuove tecnologie.

 

EDV

20 gennaio 2018

Comments 1

  1. Franco Gilardi

    Dal 30 Giugno 1960, anno di indipendenza del Congo , la guerra non si è mai fermata.
    Complici gli interessi delle grandi potenze e della ricchezza spropositata del sottosuolo.

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