L’assemblea dei Soci di SOS BUKAVU ONLUS

Sabato 17 Febbraio, alle ore 15, presso i locali adiacenti la parrocchia di S. Maria di Caravaggio a Pavia (viale Golgi), si radunano i soci della onlus S.O.S. Ospedale Bukavu, sorta 15 anni fa per aiutare la popolazione del Congo e costruire un centro nutrizionale per i bimbi della zona. Oltre a rinnovare le quote dell’associazione e a presentare il nuovo sito sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione socio-politica in quella terra africana così martoriata.

Ora Bukavu sta vivendo infatti una nuova emergenza, insieme a tutta la popolazione della Repubblica Democratica del Congo: la fuga in massa di un grande numero di persone che, nei paesi confinanti, cercano rifugio dalla violenza, dai massacri, dalla devastazione causati dalla repressione del governo. La zona più colpita da questo esodo è proprio quella limitrofa a Bukavu.  “Nei 15 anni di vita dell’Associazione S.O.S. Ospedale Bukavu – ricorda la presidente Elena Simoni – più volte abbiamo appreso da Don Alfredo Ferrari, Suor Lucia e Suor Elena (i nostri punti di riferimento che si sono susseguiti sul posto) di questa situazione raccapricciante, tanto che spesso loro stessi hanno dovuto farsi carico degli sfollati per assicurare a questa gente un minimo di conforto. I racconti che fanno sono davvero inumani: violenze, torture, omicidi di massa. A cui si aggiungono le epidemie e le inondazioni di questi ultimi mesi. Passano gli anni, ma non sembra mutare minimamente la realtà di questo popolo martoriato in cui 7 milioni di persone sono a rischio di malnutrizione e di denutrizione, mentre la comunità internazionale assiste quasi impassibile, con gli aiuti anche alimentari in diminuzione”. L’Alto commissariato ONU per i rifugiati, presente nell’area di crisi, ha raccolto alcune voci. Molti scappano per evitare di essere reclutati forzatamente negli eserciti locali, altri per sfuggire alle operazioni militari in corso. Anche province un tempo stabili, come il Kasai e il  Tanganyika sono ormai preda degli scontri tra fazioni che stanno generando una pesantissima crisi alimentare. Con un mandato ormai scaduto dal 2016 e le elezioni rimandate già due volte, il presidente Kabila dichiara che non è stata compiuta alcuna violenza sui dimostranti che hanno nelle settimane scorse protestato contro un governo teoricamente dimissionario, ma ben saldo al potere. Sebbene i dati degli osservatori internazionali confermino che dal 2016 a oggi ci siano stati circa centinaia di morti, Lambert Mende sostiene che siano tutte bugie e che nell’Africa centrale non esista un paese come la Repubblica Democratica del Congo, dove liberamente si può protestare e manifestare.

Diego Bianchi

15 febbraio 2017

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