Fortunago 2018: In Comunione

La giornata di spiritualità dell’Associazione si è svolta nel consueto clima di amicizia che tutti gli anni anima l’incontro ormai tradizionale di Fortunago.

Era con noi suor Elena Albarracin, responsabile del Centro Nutrizionale a Bukavu.

La sua presenza ha reso la giornata davvero unica. Incontrarla, sentirla parlare, leggere nei suoi occhi l’infinito amore del Padre per il suoi figli non ha solo aiutato a capire la complessità dell’azione missionaria a Bukavu, ma ha anche illuminato le menti dei soci sul senso stesso dell’esistenza della nostra Associazione.

 

Suor Elena ha raccontato, amabilmente, grazie alla sapiente guida di Adriana Sartori, il suo percorso di vita e di vocazione.

Dopo aver studiato come infermiera in Argentina, ha lasciato la famiglia e una vita sicura per raggiungere la suore Dorotee da Cemmo e, attraverso di loro l’Africa, prima il Burundi e poi, in via definitiva, il Congo, dove il suo primo incarico è stato con i bambini handicappati.

 

Essere con i malati, vicino a loro e, tramite loro, vicino a tutti coloro che soffrono: questo era ed è il fuoco che suor Elena sente bruciare nel proprio cuore. Da più di trent’anni, pur cambiando le mansioni e i contesti, ha scelto questa vita.

 

La sua giornata, oggi come trent’anni fa inizia con l’eucarestia, con una preghiera in ospedale, per proseguire poi con il giro tra i pazienti, per ascoltarli, capirli e aiutarli.

 

Così la giornata trascorre organizzando il lavoro, l’assistenza ai bambini e alle loro madri che restano spesso in ospedale per molti giorni, per accudire i figli.

All’impegno nel centro nutrizionale si aggiunge il lavoro pomeridiano con le ragazze madri.

 

La densità di ogni giornata, non ha mai sottratto suor Elena alla sua vita comunitaria, all’incontro con il Signore, vera linfa per trovare sempre la forza di essere dono, la capacità di offrire se stessi al prossimo.

 

«Non possiamo dare quello che non abbiamo. Se non siamo con il Signore non possiamo dare amore. A volte non abbiamo nulla, ma abbiamo il nostro sorriso. Uno sguardo, un gesto di carità, anche se non sono nulla di materiale, possono aiutare le persone e diventare un dono grande».

 

Con queste parole Suor Elena ci ha posti di fronte al senso stesso del suo essere missionaria, con Gesù sulle strade del mondo. La ricchezza della fede, una fede spesso incontrata negli occhi degli ultimi del mondo, è il più grande dono da lei ricevuto e da lei ridonato al prossimo.

 

Oggi, dopo tanti anni trascorsi in Congo, suor Elena non può pensare di allontanarsi da quella terra che l’ha accolta, ospitata, amata e alla quale lei ha consacrato la propria vita missionaria.

 

Arricchita dai mesi di riposo trascorsi in famiglia, rafforzata nella fede dalla preghiera e dalla meditazione, Suor Elena si prepara a partire di nuovo per il Congo (a metà agosto). Là troverà sofferenza, dolore, miseria e la consapevolezza di poter essere uno strumento al servizio dei figli spirituali che Dio le ha donato.

 

EDV

21 giugno 2018

Comments 1

  1. alessandra

    a Bukavu non troverà solo sofferenza e dolore .
    a Bukavu troverà anche la forza della condivisone,la meraviglia e la gioia dei bimbi che allungano una mano, solo per ricevere e dare affetto…..
    Umanità forse stracciata e claudicante …ma umanità, mani che uniscono …..
    nel nulla di Bukavu c’è molto, il molto che in questa parte di terra spesso scordiamo.
    nel nulla di Bukavu si riceve molto ….anche donando solo una caramella.
    Un piccolo nostro aiuto a Bukavu può diventare speranza per ricominciare a vivere.
    E’ veramente importante l’aiuto dell’associazione, grazie a tutti .
    ale

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