La situazione sanitaria e politica in Congo

Gli aggiornamenti sulla situazione sanitaria in Congo ci portano ancora a parlare del virus ebola che, nonostante gli interventi dei mesi scorsi, continua a mietere vittime, tanto che il Ministro della Salute ha approvato quattro nuovi trattamenti sperimentali.

Sono prodotti americani, Israeliani e Giapponesi. Fra quasi in particolare in Remdesivir (di origine americana) è stato somministrato per la prima volta martedì scorso nella città di Beni, con buoni risultati, ha confermato il Ministero della Salute.

Il Congo, le cui foreste umide sono terreno di elezione per la vita del virus, da anni combatte contro questa epidemia e l’ultima crisi ha generato finora 57 vittime.

A complicare la gestione dell’epidemia contribuiscono le cosiddette “zone rosse”, quelle aree ai confini con altri paesi, come l’Uganda, dove operano milizie irregolari, non controllate dallo Stato.

Venerdì 24 agosto è stata infine data conferma del primo caso di Ebola nella zona est del paese, fino a quel momento considerata immune da virus.

Il dottor Peter Salama (Organizzazione Mondiale della Sanità) conferma che il caso è nella città di Oicha, Est Kivu (600 Km da Bukavu), la cui protezione è resa molto difficile dalla presenza, intorno alla città delle milizie islamiste provenienti dall’Uganda.

Contemporaneamente, la situazione politica del paese sembra evolversi.

La Commissione Elettorale del paese ha escluso dalle prossime competizioni Jean-Pierre Bemba, leader dell’opposizione a Kabila.

Bemba, ex signore della guerra, trascorsi gli ultimi dieci anni in prigione all’Aja, per subornazione di testimone, era ritornato ai primi di agosto a Kishasa per presentare la sua candidatura e aveva notevoli probabilità di vittoria. E’ stato escluso, nonostante la Corte Internazionale l’abbia assolto in appello dai crimini di omicidio, violenza sessuale e saccheggio commessi nella Repubblica Centrafricana nel 2002.

Un recente sondaggio aveva rivelato che Bemba avrebbe potuto avere notevoli probabilità di vittoria. Per questo motivo, la sua esclusione dalla lista dei candidati, pesantemente criticata dalle opposizioi al governo, potrebbe scatenare rivolte e infiammare una situazione già molto tesa, sopratutto a Kinshasa, dove il suo seguito è molto ampio.

Tutte le opposizioni hanno criticato duramente la lista dei candidati ammessi, come un segno della volontà del regime di minare il libero processo elettorale.

 

EDV

26 agosto 2018

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