Un’ intervista al Nobel per la pace Denis Mukwege

Mukwege alla consegna del Nobel

“Le elezioni presidenziali in Congo rischiano di condurre a conflitti sanguinosi, se sono si svolgono in modo libero, pacifico e corretto”.

Così si è espresso lo scorso lunedì Denis Mukwege, durante la cerimonia per il conferimento del premio nobel per la pace 2018, vinto insieme con Nadia Murad, per il loro impegno a favore delle donne vittime di violenza sessuale nell’area di Bukavu.

Le elezioni del prossimo 23 dicembre possono rappresentare il primo vero passaggio democratico di potere da Joseph Kabila, in carica dal 2001, dopo l’assassinio del padre.

Il Congo, continua il premio Nobel, è molto poco preparato a gestire i procedimenti democratici: questo potrebbe portare a scontri tra fazioni diverse, soprattutto nella zona est del paese (proprio vicino a Bukavu), al confine con il Rwanda, l’Uganda e il Burundi, se non viene garantita una totale trasparenza nella dinamica elettorale.

Mukwege a la Murad alla cerimonia

Parlando poi della condizione della donna in Congo, Mukwege e la Murad hanno ribadito l’importanza di punire i colpevoli del genocidio contro le donne Yazidi: una sostanziale impunità non porterebbe ad altro che a nuovi stupri di massa contro altre comunità vulnerabili.

“I report dell’ONU hanno ormai chiarito i luoghi delle stragi, i nomi delle vittime, ma non hanno mai rivelato i nomi dei mandanti. È ora di fare chiarezza”. Così si è ancora espresso Mukwege, che poi ha parlato delle prossime elezioni.

Denis Mukwege

Kabila sta oliando la macchina elettorale – dice il Nobel – e ha dichiarato che sarà pronta e perfetta, non escludendo di ricandidarsi nel 2023, quando, dopo un mandato di pausa la legge glie lo consentirà.

 

EDV

13 dicembre 2018

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