Elezioni in Congo: nuovo rinvio

Isidore Ndaywel, storico congolese di 74 anni, ha vissuto l’indipendeza dal Belgio, due colpi di stato e tre cambiamenti di nome del paese.

Isidore Ndaywel

Oggi chiede solo di vedere un nuovo giro di boa per il suo paese: un’elezione libera che segni un passaggio di potere democratico all’interno della Repubblica del Congo.

Ndaywell, che vive nascosto dallo scorso anno, dopo aver appoggiato pubblicamente alcuni gruppi cattolici che avevano organizzato proteste contro il potere di Kabila, ha dichiarato alla Reuters che dubita ci siano molte possibilità per un’elezione libera e mocratica.

Il voto, fissato per il 23 dicembre, è stato postposto di una settimana (domenica 30 dicembre 2018), ufficialmente con la motivazione della scarsità di schede elettorali.

Queste elezioni potrebbero davvero segnare uno spartiacque e chiudere una stagione di guerre civili e crisi economiche che hanno lasciato circa 15 degli 80 milioni di congolesi in uno stato di indigenza assoluta, nonostante le enormi ricchezze minerarie del paese, soprattutto rabe e cobalto, fondamentali per le’imminente rivoluzione delle auto elettriche.

I sostenitori di Kabila

Kabila è stato ripetutamente accusato dai suoi oppositori di rimanere avvinghiato al potere, nonostante la fine ufficiale del suo mandato e di voler forzare la costituzione per ottenere un terzo mandato.

La convocazione elettoriale sembrava aver smentito questa possibilità, anche se il potere di Kabila potrebbe continuare sotto il nome del “suo” candidato di fiducia, Emmanuel Ramazani Shadary.

Ndaywel sa che non è faciel fidarsi di queste promesse di democrazia: ricorda bene il 1965, quando, studente a Kinshasa, vide Joseph Mobutu prendere il potere con un colpo di stato. Molti giovani apprezzavano all’epoca Mobutu, perché sembrava un presidente forte e determinato. Ma non lasciò il potere per 32 anni, non fece mai nuove elezioni e cambiò il nome del paese in Zaire.

Oggi la sitazione pre elettorale sembra molto tesa. Il voto è stato posticipato al 30, da più di una settimana a Kinshasa è stata sospesa ogni forma di campagna elettorale, per paura di insurrezioni; le stesse macchine per il voto online sono considerate molto pericolose, perché facilmente manipolabili. Inoltre, nessun osservatore internazionale ONU è stato ammesso a presenziare alla procedura elettorale.

Manifestazioni nella capitale Kinshasa

 

24 dicembre 2018

 

EDV

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