La diffusione di Ebola in Congo: serve un nuovo vaccino?

Ebola oggi

Pur essendo ormai passati molti mesi dallo scoppio dell’epidemia, ebola rimane ancora una minaccia molto grave e pericolosa per la Repubblica Democratica del Congo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità teme che la mancanza di una leadership forte nel paese e la carenza di investimenti in strutture sanitarie adeguate possano generare una crisi sanitaria globale nel paese.

Inoltre, nulla per ora è stato fatto per evitare che questa gravissima situazione abbia ripercussioni politiche sulla stabilità del paese.

Ciò è reso evidente dalle improvvise dimissioni del Ministro della Salute congolese, Oly Ilunga Kalenga, rese note in una lettera pubblicata sul suo account twitter lunedì scorso.

Il Ministro della Salute Congolese

A giustificare questo atto, il ministro ha dichiarato che ci sono state interferenze politiche nella gestione dell’epidemia, in particolare da quando il presidente Felix Tshisekediha ha istituito una commissione per la gestione dell’emergenza. Questa commissione risponde direttamente al presidente stesso, di fatto esautorando in questa materia il Ministro della Salute.

Così, Ilunga si è dimesso, dichiarando che in una guerra (perché questa di fatto è una guerra) non ci possono essere troppi centri di comando, che rischiano di creare solo confusione.

 

Un nuovo vaccino?

Ilunga ha anche criticato l’idea di impiegare un nuovo vaccino, realizzato dalla americana Johnson & Johnson.

Josie Golding

Molte organizzazioni internazionali (l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Medici Senza Frontiere) hanno spinto per avere questo prodotto. Anche Josie Golding, medico inglese esperto di queste epidemie, e Peter Piot, direttore della Scuola di Igiene e Malattie tropicali di Londra si sono schierati a favore del secondo vaccino, per proteggere le comunità per ora non infettate.

Peter Piot

Al contrario, Ilunga ha dichiarato che il vaccino della Johnson & Johnson non si è dimostrato efficace e che il suo uso potrebbe solo creare confusione tra la gente.

Il vaccino finora distribuito (su circa 170.000 persone) è un prodotto dalla Merck, ditta farmaceutica americana. Si stima che sia efficace al 97,5 per cento e copra un individuo per 12 mesi.

 

Le reazioni della popolazione ai vaccini

Va anche ricordato che una sorta di tempesta perfetta ha finora ostacolato gli sforzi per fermare l’epidemia.

Da una parte serpeggia nel paese  una insicurezza di fondo e una grave sfiducia di molte comunità congolesi verso le autorità. Secondo uno studio pubblicato in marzo dal Lancet Infectious Diseases Journal, circa due terzi degli intervistati credono che l’ebola sia una invenzione mediatica per destabilizzare ulteriormente l’area.

A prescindere dalla sua diffusione (nel Nord Kivu), Ebola non deve generare più panico del dovuto, sostiene Margaret Harris, portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il panico e l’eventuale chiusura dei confini con i paesi circostanti renderebbero molto più complessa e gestione dell’emergenza.

 

EDV

25 luglio 2019

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