I giganti dell’Hi-tech americani in giudizio per le miniere di cobalto.

Cinque delle più influenti compagnie nel mondo dell’Hi-tech sono state accusate di complicità nella morte di bambini congolesi che erano costretti a lavorare nelle miniere di cobalto, metallo fondamentale per la costruzione di telefoni e computer.

La causa, in nome e per conto di 14 famiglie congolesi è stata presentata dalla associazione non-profit “Avvocati per il diritto internazionale”.

Gli imputati sono Tesla Inc, Apple Inc, Alphabet Inc, Dell Technologies Inc e Microsoft Corp.

L’accusa sostiene che le compagnie erano parte di un sistema che si basava su un lavoro minorile incontrollato, che ha portato alla morte o a condizioni di malattia irreversibile per molti bambini.

Alla corte distrettuale di Washington, dove è stata depositata la causa, sono state presentate immagini di bambini sfigurati o senza arti: molti degli incidenti, alcuni dei quali mortali, si sono verificati per il crollo di gallerie non sicure. Costretti dalle condizioni di povertà estrema delle proprie famiglie, i bambini erano costretti a lasciare la scuola e a lavorare nelle miniere di cobalto di proprietà della Glencore, una società di estrazione mineraria anglo svizzera, che è già stata accusata di sfruttare il lavoro minorile.

Il cobalto è essenziale per la produzione di batterie ricaricabili al litio e la domanda di questo metallo crescerà tra il 7 e il 13 per cento entro i prossimi dieci anni. 

La Dell è stata la prima (e finora l’unica) a rispondere, sostenendo di non avere mai autorizzato consapevolmente operazioni che coinvolgessero lavoro minorile.

Anche Glencore ha ribadito di non aver mai tollerato forme di lavoro minorile e sostiene che il cobalto è un sottoprodotto dell’estrazione del rame, non essendoci un diretto interesse nella lavorazione di minerali grezzi.

La tesi dell’accusa è che le aziende coinvolte avevano tutti i mezzi per migliorare la catena di produzione del cobalto e garantire condizioni di lavoro più sicure.

Siddarth Kara

Molto forti sono state le parole di Siddharth Kara, studioso delle moderne forme di schiavitù del lavoro: “Non ho mai incontrato una simile asimmetria nella distribuzione del reddito tra chi è al vertice della catena e chi è alla base. Proprio questa asimmetria rende il caso congolese una delle più gravi forme di sfruttamento di minori degli ultimi due decenni nel mondo”.

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