Il Coronavirus in Congo

Durante tutto il mese di febbraio la situazione politico militare del Congo non ha visto particolari sviluppi. Le truppe governative e i Caschi Blu ONU hanno tentato di fermare i ribelli della ADF (Allied Democratic Force) nella regione del Beni, nell’Est del paese.

Circa 1000 civili sono morti da quando il governo ha ordinato di fermare l’ADF, combattendo villaggio per villaggio.

I membri dell’ADF, secondo il racconto delle vittime, si presentano nei villaggi come una forza para militare, per uccidere indiscriminatamente.

L’ADF nacque in Uganda intorno al 1990. Dopo essere stato sconfitto in quel paese, il gruppo ha passato il confine e ormai è in Congo da piangere di 20 anni.

In questo scenario, il Congo si sta preparando ad affrontare la nuova emergenza mondiale: il coronavirus.

Un punto per il controllo della temperatura

Certamente l’esperienza maturata durante i lunghi mesi di lotta contro Ebola ha sicuramente aiutato a preparare questa nuova battaglia.

Il ministro della salute Dr Eteni Longondo, ha costituito un comitato per combattere l’epidemia già a metà gennaio e, a metà febbraio, ha fatto svolgere alcune esercitazioni all’Aeroporto Internazionale di Kinshasa.

Il Ministro della Salute in aeroporto

Gli operatori sanitari che per mesi hanno fatto controlli ai passeggeri, in cerca del virus Ebola, forti di quell’esperienza, sono ora impegnati a monitorare il Covid-19, negli stessi punti dello scalo di Kinshasa e negli altri aeroporti del paese.

Sono state predisposte aree di isolamento e un servizio di trasporto dei malati sospetti nei centri ospedalieri, dove si svolgeranno i tamponi per verificare la presenza del virus.

Unta tenda per l’isolamento

Tutta l’esperienza e le forze messe in campo per combattere ebola ora sono rivolte al Covid-19.

Ebola ormai pare più controllabile, dopo il lancio, a metà febbraio di un vaccino, chiamato Ervebo, che è efficace nel 98% dei casi e può ridurre le possibilità di morire anche per chi ha già contratto la malattia. Distribuito in Congo, Burundi, Ghana e Zambia, il vaccino non richiede ulteriori trial clinici e presto sarà disponibile anche in altri paesi.


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