Il Congo, tra COVID, ebola e ignoranza

Lo stato di salute della Repubblica del Congo o oggi gravato da fattori diversi.

Nella RDC, a oggi sono registrati 6690 casi di COVID, con 153 decessi e 937 ricoveri. I numeri non sembrano alti, a una prima lettura, ma vanno rapportati allo stato della sanità del paese, alle condizioni igieniche, alle prospettive di cura e guarigione e allo scarso numero di test (sierologici e tamponi) che vengono eseguiti.

 

Ad aggravare la situazione altri due fattori.

Molti malati di COVID, guariti e rientrati a piano diritto nella vita sociale, sono ostracizzati, allontanati, stigmatizzati come portatori assoluti di una malattia senza fine.

Si parla di sopravvissuti terrorizzati dall’ignoranza di chi crede che una condizione patologica sia un segno di vergogna sociale.

Infine il COVID si sta diffondendo in una terra già martoriata da altre patologie.

È di pochi giorni fa la notizia che ebola sta tornando nell’Ovest del paese e già si registrano le prime vittime, soprattutto tra i bambini.

Il virus di ebola ha una mortalità molto alta e la il suo ritorno preoccupa moltissimo le autorità del paese che, insieme con l’UNICEF sta allestendo misure igieniche straordinarie, le quali potrebbero anche aiutare a rallentare la diffusione del COVID.

Alla condizione sanitaria si aggiungono altri aspetti sociali.

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