La repubblica Democratica del Congo dopo il Covid

Con l’allentamento del coprifuoco imposto due anni fa per limitare la diffusione del Covid, dall’inizio del 2022 la vita del Congo sembra lentamente tornare alla normalità.

La RDC è stata colpita duramente dalla pandemia, come il resto del mondo: le misure restrittive prese dalle autorità per limitare la diffusione del virus, insieme con la riduzione del prezzo del greggio, dal quale dipende in forte misura l’economia congolese, hanno colpito molto le attività del paese negli anni della pandemia, con una contrazione del PIL e una crescita negativa stimabile intorno al 1,2%, tra il 2020 e il 2021.

Tra il 2021 e il 2023, sull’onda della crisi economica pandemica e post pandemica, più del 50% degli abitanti del Congo sarò costretta a vivere sotto la soglia di povertà e che un vero ritorno ai valori di PIL pre-covid non sia possibile prima del 2028.

Già dalla metà del 2020 la Banca Mondiale ha lanciato un piano di emergenza di circa 23 milioni di dollari per contribuire alla campagne di testing e di vaccinazione delle nazioni più povere, fra le quali la RDC. Questo progetto, insieme con altri, ha sicuramente garantito una diffusione abbastanza rapida dei vaccini, ma non ha consentito di coprire più dell’11% della popolazione in Congo, fino ad ora, nonostante le restrizioni per i non vaccinati che non permettono l’accesso agli uffici o la circolazione su mezzi pubblici.

Gli investimenti sono stati e sono molto forti anche nel campo strettamente economico, ma, nonostante i piani di finanziamento attivati (simili ai “nostri” recovery plan e PNRR), uno dei i punti critici dell’economia congolese rimane la dipendenza quasi totale dal petrolio, che, sebbene ritornato ai valori pre-covid, è molto volatile sui mercati.

In conseguenza di ciò, tutti gli investimenti in corso di attivazione sono atti a diversificare le attività economiche, puntando sull’agricoltura, oltre che sul processo di digitalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture del paese, necessario per ampliare qualsiasi orizzonte di sviluppo.

Non va dimenticato che la composizione demografica del Congo è molto diversa da quella di un paese europeo: lì il 45% della popolazione ha meno di 18 anni e il 65% meno di 30. Ciò significa che una crisi globale, sanitaria, economica e sociale, ha un impatto devastante su fasce di età ancora in cerca di una (prima) occupazione.

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